Cesare Giuliani

Cesare Giuliani
NELLA NOSTRA
COMPAGNIA DAL
2013
“Una volta qualcuno mi ha detto che i grandi Re del passato ci guardano e ci proteggono da lassù”
SIMBA
BIOGRAFIA
Ciao, sono Cesare e faccio parte della compagnia dal 2013, da quando avevo 13 anni e ho iniziato questa esperienza perché ero molto introverso e diventare parte di un gruppo teatrale mi ha aiutato a scoprire molto di me, a diventare più sicuro e più aperto verso gli altri. Nonostante in alcuni anni sia stato assente, ho sempre considerato quel palco una seconda casa.
La prima volta che sono entrato in teatro mi accompagnò mio padre: avevo appena 13 anni ed ero un po’ spaventato. Però, appena ho visto l’atmosfera divertente e accogliente che si respirava lì dentro, non vedevo già l’ora di tornare.
Nel primo spettacolo provavo un’ansia simile a quella delle verifiche a scuola, con la fretta di finire le battute per paura di dimenticarle. Con il tempo, però, ho capito quanto era bello e importante ogni momento sul palcoscenico e ho iniziato a guardarmi intorno, ad osservare come recitavano e si muovevano gli altri, imparando da ognuno di loro.
Il mio primo ruolo è stato, inaspettatamente, uno importante: Michael in Tutto può succedere, se lo vuoi… Mr.Banks. Nonostante la paura che provavo dietro ogni battuta, fin da subito mi sono sentito supportato e mi sono divertito tantissimo. Quell’esperienza ha lasciato in me lo spirito del fanciullo, permettendomi di lasciare da parte tutto il resto e mettermi nei panni di qualcun altro.
Il personaggio che sento più vicino a me è Simba ne Il Cerchio della Vita. Ho portato in scena un leone spensierato, vivace e inizialmente fragile, che però nel tempo acquisisce coraggio e diventa adulto. Anche io nel 2018 ho sentito una trasformazione simile: ogni volta che andavo in scena non avevo la sensazione di interpretare qualcun altro, ma semplicemente di essere me stesso.
In ‘Na Scommessa d’Amore, ho vissuto la romanità, qualcosa di molto vicino a me ma anche difficile da replicare, perché inserita in un contesto storico e in uno stile di vita diverso rispetto alla Roma di oggi. Inoltre, affrontare un musical di quel calibro è stato impegnativo: canto, ballo e recitazione richiedevano un livello altissimo. È stata una grande sfida, ma anche una grande consapevolezza della bellezza e della complessità che stanno dietro a uno spettacolo così importante.
Per me la preparazione del personaggio varia in base a quanto sento il personaggio vicino alla mia personalità. In generale, mi metto davanti allo specchio e provo le battute in modi diversi, cercando di capire quale interpretazione sia più adatta al momento e al carattere del personaggio.
Il Cerchio della Vita è stato lo spettacolo più bello che abbia vissuto. La fiducia che mi è stata data fin da subito con il ruolo da protagonista mi ha fatto credere profondamente nel progetto. Ho capito immediatamente che stavo vivendo uno dei momenti più belli della mia vita e quando è finito è stato doloroso, ma allo stesso tempo meraviglioso, perché sapevo che le tante repliche fatte erano il segno che avevamo realizzato qualcosa di grande, mai fatto prima.
Ricordo il primo discorso motivazionale e il primo “merda, merda, merda”, una tradizione alla quale non ero abituato. Quel momento ha trasformato la mia ansia in adrenalina, nel primo spettacolo e poi in tutti quelli successivi.
La semplicità e il calore che ho sempre trovato in questa compagnia sono qualcosa di meraviglioso e l’ho capito soprattutto quando, dal 2020, per motivi personali non ho potuto frequentarla, ma al primo spettacolo in cui sono tornato a vederli, nessuno ha esitato a chiedermi quando sarei rientrato nella compagnia. Ecco, penso che questo dice molto di quelle persone e di quel luogo perché è qualcosa di indescrivibile e profondamente diverso rispetto ad tanti altri contesti.
Il teatro è stato la chiave di ciò che sono oggi e del fanciullino che porto ancora dentro di me. Il mio spirito estroverso, scherzoso e intraprendente credo sia il frutto di tutti i personaggi che ho interpretato e delle persone che nella compagnia mi hanno aiutato a crescere sia artisticamente che umanamente.
Sogni
Il mio spettacolo dei sogni è The Greatest Showman, perché racchiude tanti alti e bassi che la vita ci mette davanti, oltre al tema dell’amore che, in fondo, tiene insieme tutto. Spero con tutto il cuore di poter interpretare, un giorno, uno dei personaggi presenti in quel meraviglioso musical.
